Comune di Campagna Lupia

Zanzara Tigre

LA ZANZARA TIGRE
 
La ZANZARA TIGRE è un insetto appartenente alla famiglia Culicidae diffusosi in Italia e in Europa dagli anni novanta in poi. È lunga dai 2 ai 10 millimetri, vistosamente tigrata di bianco e nero, e punge, a differenza delle zanzare comuni, durante il giorno e non solamente all'alba o al tramonto.
 
LA ZANZARA TIGRE COME VETTORE DI MALATTIE
La zanzara tigre ha un limitato raggio d'azione (meno di 200 metri), perciò i luoghi di deposizione delle uova, generalmente contenitori con piccole quantità di acqua, sono vicini a dove si nota la presenza di zanzare.
La zanzara tigre può costituire un veicolo di trasmissione di alcune malattie virali, come la febbre da Chikungunya e la Dengue perché pungendo un soggetto malato la zanzara si infetta e contagia a sua volta una persona sana.
Sino a pochi anni fa tali malattie erano diffuse quasi esclusivamente in aree tropicali e subtropicali, ma con l’incremento dei viaggi all’estero sono oggi possibili infezioni anche nel nostro Paese (un episodio epidemico di Chikungunya si è manifestato anche nel 2012).
I sintomi della Chikungunya sono febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito, dolore articolare e talora macchie emorragiche cutanee.
Il periodo di incubazione è di 2-4 giorni circa: nella prima fase, che dura dai 6 ai 10 giorni, si hanno febbre, cefalea e dolori articolari che limitano molto i movimenti; la febbre si risolve dopo 4 giorni.
Nella seconda fase, che dura 2-3 giorni, vi è la comparsa di un’eruzione cutanea pruriginosa su tutto il corpo e la ricomparsa della febbre. La malattia in genere si risolve spontaneamente, ma i dolori articolari possono persistere per mesi.
 
COSA SI PUO’ FARE
PER PROTEGGERSI DALLE PUNTURE
Durante i viaggi in aree a rischio è importante adottare le comuni misure per evitare le punture di insetti e prevenire le malattie trasmesse dalle diverse specie di zanzare, tra le quali anche la malaria.
Nel nostro Paese possono essere utilizzati repellenti quando si soggiorna all’aperto; insetticidi e zanzariere per gli ambienti chiusi.
IN CASO DI SINTOMI DI MALATTIA DA CHIKUNGUNYA
Benchè non vi siano terapie specifiche per tale malattia virale, è comunque consigliabile rivolgersi al proprio medico, specie nei casi con sintomatologia più rilevante, riferendo se vi sono stati soggiorni all’estero.
PER RIDURRE LA DIFFUSIONE DELLA ZANZARA TIGRE
Alcuni semplici interventi possono essere utili a ridurre la diffusione della zanzara:
In orti e giardini: coprire con coperchi ermetici, teli di plastica o zanzariere ben tese, tutti i contenitori utilizzati per la raccolta dell’acqua piovana da irrigazione (cisterne, secchi, annaffiatoi, bidoni e bacinelle).
In cortili e condomini:
> pulire un paio di volte all’anno tombini e pozzetti,
> applicare una zanzariera a maglia fine sopra il tombino per impedire alle zanzare di deporvi le uova,
> durante la stagione umida, trattare ogni 15 giorni circa i tombini e le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi.
Nelle grondaie: verificare che siano pulite e non ostruite.
Nei cimiteri: introdurre il prodotto larvicida nei vasi di fiori freschi o sostituirli con fiori secchi o di plastica.
Nei sottovasi: non far ristagnare acqua al loro interno e, se possibile, eliminarli.
Negli abbeveratoi di animali: cambiare quotidianamente l’acqua e lavarli con cura.
In primavera e nei mesi più caldi: risulta utile effettuare trattamenti larvicidi nelle aree umide delle zone maggiormente infestate (fognature, luoghi di ristagno e raccolta acqua piovana, ecc.).
 
COSA NON SI DEVE FARE
È importante:
> non accumulare, all’aperto, copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante; se ciò non fosse possibile, disporli a piramide dopo averli svuotati da eventuale acqua e coprirli con un telo. Per i materiali che non possono essere coperti, effettuare idonea disinfestazione entro 5 giorni dopo la pioggia,
> non lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiali,
> non abbandonare oggetti e/o contenitori che possono raccogliere e trattenere acqua piovana (es. innaffiatoi o secchi, piscine gonfiabili, ecc.),
> non svuotare l’acqua dei sottovasi o altri contenitori nei tombini.
 
 
 
COME SI PUÒ COMBATTERE
La zanzara tigre è un insetto urbano che vive a stretto contatto con l'uomo. La maggior parte dei suoi focolai di sviluppo (piccoli contenitori d'acqua come bidoni, sottovasi, tombini, ecc.) sono creati dall'uomo stesso; ne bastano pochi per infestare un intero quartiere. Nella lotta contro Ae. albopictus è perciò essenziale l'intervento dei cittadini al fine di prevenire la formazione dei focolai larvali o di prevederne il trattamento insetticida. Il solo intervento nelle aree pubbliche sortisce risultati scarsi e insoddisfacenti.
 
TRATTAMENTI INSETTICIDI
Gli insetticidi utilizzati per il controllo delle zanzare devono essere registrati dal Ministero della Salute e devono esser usati in modo conforme a quanto previsto in etichetta. Il loro acquisto, che può avvenire presso le farmacie, le "agrarie" o altri negozi specializzati, e il loro uso non richiedono speciali autorizzazioni o patentini. I trattamenti più efficaci sono quelli diretti contro le larve (trattamenti larvicidi) e sono utili anche contro la zanzara comune (Culex pipiens).
 
  1. Trattamenti larvicidi
I trattamenti insetticidi più efficaci, economici e con il minor impatto ambientale sono quelli mirati a colpire le larve direttamente negli ambienti di sviluppo. Essi vanno limitati a quei focolai che non sono in nessun altro modo eliminabili (come già detto, il miglior intervento è la prevenzione) e che nella maggior parte dei casi sono rappresentati dai tombini contenenti acqua.
Gli insetticidi possono essere formulati sotto forma di compresse o sotto forma liquida. Gli insetticidi in compresse sono più comodi da distribuire, in quanto vengono semplicemente somministrati a mano (è raccomandato indossare i guanti) alla dose di una compressa per tombino. Il formulato liquido dev'essere invece distribuito previa diluizione in acqua nella dose corretta. Prima di eseguire i trattamenti è consigliabile una pulizia interna dei tombini in modo da rimuovere il più possibile fango, foglie, ecc. L'intervallo ottimale di trattamento dipende dal tipo di insetticida utilizzato e dalla dose di impiego. Il periodo dei trattamenti è compreso tra aprile e ottobre.
E' importante che le misure di prevenzione e di trattamento vadano intraprese in tutto il vicinato ed eseguite anche in eventuali periodi di assenza di qualche famiglia (es. per vacanze).
 
b) Trattamenti adulticidi
I trattamenti contro gli adulti di zanzara ("trattamenti adulticidi") vanno possibilmente evitati poiché sono poco efficaci e molto inquinanti. Sono immaginabili solo come intervento circoscritto, temporaneo ed eccezionale nel caso di presenza di elevate densità dell'insetto. Sono da eseguire solo dopo un attento sopralluogo dell'area da trattare finalizzato alla ricerca e all'immediato trattamento (o eliminazione ove possibile) dei focolai di riproduzione dell'insetto. Il trattamento dovrà interessare la bassa vegetazione (siepi, cespugli) fino a una altezza di due-tre metri, soprattutto in posti umidi e ombreggiati ove la zanzara adulta ama stazionare; dovrà essere eseguito in assenza di persone ed evitando che l'insetticida possa contaminare prodotti destinati al consumo umano (ortaggi, frutta, ecc.) o animale. Per tali trattamenti si consiglia l'impiego di insetticidi a base di piretroidi (prodotti di sintesi simili al piretro naturale) che saranno diluiti in acqua alla dose prevista in etichetta. Anche per il trattamento di cumuli di pneumatici o di rottami mediante atomizzatore, si consiglia l'utilizzo di insetticidi a base di piretroidi.